La Tintura del Tappeto

Molti hanno scritto e parlato della qualità delle tinte naturali rispetto a quelle sintetiche. Entrambi i prodotti sono eccellenti per la tintura del tappeto, ancora ciascuno offre al tintore e consumatore diverse proprietà e benefici.

Le tinte naturali
L’arte di creare tinte naturali è un’arte affascinante e antica che ha più di quattromila anni. Prima del ventesimo secolo, negli impianti tradizionali le tinte base venivano prodotte secondo la ricetta tramandata di generazione in generazione.
Uno dei più importanti agenti coloranti era la robbia, una pianta comune che cresce selvatica in tutto il Medio Oriente e fornisce la base per il rosso e le sue diverse sfumature e per il rosa ed il porpora.

La pianta della robbia
Un’altro rosso bluastro proviene dagli insetti della cocciniglia e del kermes vermilio che vivono all’ombra della quercia.

La pianta dello zafferano
Lo zafferano selvatico produce una tinta giallo-rossastra, mentre lo zafferano coltivato fornisce un giallo puro. Un giallo più leggero viene dalla radice della curcuma, mentre il fungo di un cespuglio di gelso fornisce una tinta giallo-verdastra.

Il colore indaco
L'indaco è il colore più importante in assoluto e si ricava dalla fermentazione in ammollo dell’indigofera. Il colore indaco si posiziona tra il blu e il viola. Il nome proviene dall’India, dove la pianta fu commercializzata per prima. Il colore blu della pianta deriva dalla parola inglese “Dungarees”, nome di una città indiana Dungaree dove l’indaco era utilizzato per tingere i blue jeans dei minatori d’oro Americani nel 1848.

L’albero dell’indaco
Le tinte marrone scuro solitamente provengono dalle bucce di noce ammollate con ossido di ferro ed erano le uniche tinte contenenti fissativi minerali o mordenti.
In molti villaggi c’era un maestro tintore che produceva un colore molto particolare. Il maestro tintore portava orgogliosamente il suo colore schizzato sul suo abbigliamento e le sue armi venivano tinte permanentemente. Il tintore avrebbe passato la propria ricetta tesoro a suo figlio o ad un erede maschio. Se non c'era un erede maschio fidato la ricetta andava spesso persa per sempre.

Di seguito, una ricetta che uno dei miei migliori fornitori Pachistani, utilizza da lungo tempo:
Processo di tintura naturale a base d’erba per colorare la lana utilizzata per produrre filati di lana con tinte vegetali fatte a mano.

Queste sostanze si ottengono principalmente dalla Giungla, dalle Terre Coltivate ed dalle aree collinari, e sono:
1. Foglie di Henné
2. Foglie di tabacco essiccate
3. Olmo
4. Zafferano
5. Noce dal guscio verde
6. Foglie di Butea
7. Foglie di Margosa
8. Guscio di melagrana
9. Indaco di pietre frantumate
10. Foglie di te

Oggigiorno, in Pachistan, le tinture Naturali a base d’erba, sono state utilizzate per i filati a mano tipo Ghznavi, i filati di lana di percora e nella filatura dei tappeti annodati a mano Zeigler (Chobi)

Questa speciale tecnica tintorea con erbe fu introdotta in Pakistan dagli annodatori di tappeti Turchi ed Afgani che erano migrati in Pachistan, durante il periodo della guerra del ex U.S.S.R., da Kabul, Akcha, Mazar-e-Sharif, Hazara, Shaberghan, Andkhoi e Kunduz.

Più di 200.000 rifugiati (tra uomini e donne) erano esperti tessitori di tappeti. Essi si stabilirono principalmente in campi Koochi nel N.W.F.P. (la provincia Serhad) del Pachistan vicino alle aree Peshawar, Attock, Sawabi, Cheerat & Jaluzai.

Questa popolazione Turco Ariana insegnò e introdusse per la prima volta in Pachistan un’unica tintura vegetale erbacea per i filati di lana, per colorare tappeti Gerdezi ad annodatura Turca in Chobi (Zigler) su telai a mano su piani piatti. I quali, divennero popolari in tutto il mondo.

Infatti, più di 3300 anni fa, anche gli antichi Egizi utilizzarono questi colori vegetali Erbacei nelle loro pitture murarie, nelle ceramiche, tombe e nelle Piramidi faraoniche. Essi utilizzarono principalmente il Verde, l’Indaco blu, il Giallo e le sfumature di Rosso, con vernice a base naturale con colla sconosciuta a prova d’acqua (strati di annamil / leminated), che sono senza tempo ed ancora conservati.

Questo processo di tintura Erbacea Vegetale era ed è ancora Naturale, non chimico, non allergico e non acido. Questo sistema era utilizzato prima dell’introduzione dell’Anilina (Sintetica) che fu introdotta alla metà del diciannovesimo secolo (tra il 1850 e il 1870).

Le tinture aniliniche sono artificiali, più calde, luminose e inalterabili, adatte a sfumature permanenti per oltre 65 gradi di inalterabilità, perciò non colano e non stingono. Ma le tinte vegetali a base d’erba sembrano leggermente luminose / tenui e in qualche modo sbiadite che è la loro bellezza, identità e naturalità.

Questi sono propriamente amici dell’ambiente e d’aiuto per far crescere il concetto mondiale della conservazione della Natura, dell’inquinamento Chimico (Ozono) e dei problemi degli effetti collaterali per gli abitanti odierni della terra – sia per gli umani che per le altre creature.

La ricchezza della scala cromatica permette magnifici effetti decorative, attraverso il contrasto o altre armonie di sfumature. Le ricette delle tinture, sia vegetali che animali, sono state tramandate di secolo in secolo.

Ora, ancora oggi tutti questi stessi processi (ri-creazione) sono ancora praticati in Turchia, nel Turkmenistan, in Iran, in Afganistan e nuovamente in Pakistan, seguendo ancora le formule originali della tradizione Tribale/Nomade di ieri.

C’è una tecnica speciale per tingere con materiali minerali e vegetali. Ogni lungo filo della tessitura a mano di filati di lana di pecora grezza in matasse viene immerso in un misto di polvere grezza e triturata a formare le Tinture Erbacee, quindi raccolte assieme ed essiccate all’aria aperta e finalmente esposte all’aperto al sole caldo.

Qualche volta, vengono mescolati da due a quattro colori per creare un Nuovo Colore come, mescolando il Giallo, Blu, Arancio e Oliva, si otterrà la tonalità Verde Foglia. Dopo il lavaggio, tutti questi quattro colori combinati diventano leggermente visibili, ciò crea sofisticate sensazioni di freschezza per quanto riguarda l’effetto ottico.

In conclusione, i coloranti Naturali, utilizzati correttamente, sono indiscutibili. Meglio, per delle combinazioni armoniose, fare un tappeto tessuto a mano come parte di una decorazione per Interno e in edizione da casa.

RIASSUMENDO
Foglie, radici e cortecce di vari alberi e piante sono utilizzati per produrre le “TINTURE VEGETALI”

Tinture organiche e colori possibili:
- Vegetali e gusci di frutta
- Radici e foglie
- Fiori
- Cortecce e bacche

GRUPPO ROSSO:
(1) La piñata della robbia .......... per sfumature vivaci ............ROSSO
(per tappeti Zeigler/Chobi tinture per Lino/Seta)
(2) Coccinilia.........................................................ROSA

GRUPPO GIALLO:
(3) Zafferano ........................................................... GIALLO
(per Cotone, Lana, tessuto Denim/Jeans)
(4) Foglie di Salice/Betulla ......................................... GIALLO
(5) Zarik (quadrifoglio?)........................................ GIALLO scuro
(6) Curcuma ................................. ........... GIALLO chiaro
(7) Tabacco ........... Giallo chiaro, Cremisi, GIALLO oro

GRUPPO MARRONE:
(8) Legno nero ........................................... MARRONE scuro
(9) Legno di tronco ..per pelliccia, seta, lana.... Marrone scuro e NERO
(10) Gusci di noce .......................................... MARRONE chiaro
(11) Cannella purificata ..........................Cioccolata ,Charcole Nerastro
(12) Foglie di te (Nero/Verde) ............ Grigio, Marrone chiaro

GRUPPO VERDE:
(13) Foglie di Henné ..per capelli/pelle.. Giallastro/Oliva VERDE
(14) Erba Lusern .............................................. VERDE pastello
(15) Royan ......................................................... ARANCIONE scuro

GRUPPO BEIGE:
(16) Semi di senape .................................. Crema chiara, BEIGE
(17) Buccia di cipolla...................................... Grigio , Crema chiara

GRUPPO RUGGINE:
(18) Melograno/Corteccia di quercia, Foglie di vite RUGGINE rossastra
(19) Menta +.................................... Verdino leggero, rame chiaro

GRUPPO VIOLA:
(20) Mora (radici) .................................. VIOLA

Tinture sintetiche
Il grande cambiamento verso le tinte chimiche iniziò nel 1834 quando un chimico Tedesco notò che distillando il catrame di carbone o l’anilina otteneva un colore blu brillante-viola se trattati con polvere di varechina. La scoperta lo aiutò a sviluppare altre tinte aniliniche. Sfortunatamente, le prime tinture d’anilina rendevano la stoffa rigida ed asciutta, ed il colore stingeva.

Attorno al 1870, le tinte sintetiche presero strada nelle regioni costiere della Turchia. Esse diventarono un articolo di commercio popolare sulla via della seta e la via per le persone nomadi del Caucaso e Ira.

Specialmente per le sfumature di rosso, la nuova tintura di anilina si dimostrava più economica da utilizzare rispetto alla tintura naturale, permettendo al creatore di tappeto di velocizzare la produzione e incrementare la domanda di prodotto. Queste tinte permettevano anche un maggior controllo dei colori da un lotto all’altro, una caratteristica attrattiva in vista della possibile richiesta di compratori occidentali che volevano una tintura più uniforme nei tappeti.

Comunque, le tinte di anilina ebbero un successo limitato. Ai tintori dei villaggio venivano date borse di tinta polverizzata ed una ricevuta. Come nel cuocere una torta, era necessario seguire la ricetta passo passo per un risultato di successo. Sfortunatamente, la maggior parte dei villaggi non era in grado di leggere o capire le direzioni scientifiche – che spesso erano scritte in lingua straniera- e le misurazioni venivano fatte in manciate. Visti questi ostacoli, era quasi impossibile per i tintori mescolare i colori da utilizzare.

Nel 1940, le tinte di cromo furono sviluppate utilizzando il bicarbonato di potassio, che permetteva una vasta gamma di tinte intense ed indelebili che non erano dannose per la lana. Durante il corso degli anni le formulazioni di tinte sintetiche sono state create per fornire una così interessante e sensibile tavolozza che nessuna tinta vegetale poteva offrire.
La tinta sintetica non provoca la disintegrazione delle fibre del tappeto, ciò deve essere considerato come storia del tappeto e qualità del materiale con il quale è stato tessuto.