Le Materie Prime

La Lana
La lana ovina è certamente una la materia prima più utilizzata per realizzare manufatti annodati. Saperla scegliere e lavorare risulta importantissimo perché la qualità del filato incide sulla morbidezza e sulla resistenza del tappeto ed è determinate anche per far risaltare la lucentezza dei colori e dei disegni.

E’ sempre meglio usare ovini con un vello non troppo arricciato, perche’ per allisciare i filati e spesso necessario trattarli con sostanze artificiali che possono alterare la loro resistenza .
E’ importante inoltre eseguire la tosatura in determinati periodi dell’anno: meglio la primavera o lafine dell’estate, ricordado che la lana più pregiata si ricava dalla spalla, dal sottogola e dal dorso. Una volta tosata la lana viene sottoposta al lavaggio, necessario per togliere tutte le impurità e per sgrassarla.
Gli artigiani più esperti sanno però che il trattamento non deve essere troppo radicale, perché una giusta percentuale di grasso rende i filati particolarmente morbidi.

Una volta lavata, la lana viene sciugata con cura, possibilmente tramite esposizione al sole, per renderla pù vaporosa, quindi cardata e filata. Nelle manifatture contemporanee è molto facile che quest’ultima operazione sia compiuta meccanicamente, anche se la filatura a mano è sempre la migliore in quanto consente di eliminare ogni irregolarità della fibra, rendendola molto compatta ed adatta a ogni tipo di lavorazione.

La seta
I tappeti in seta sono notoriamente i tappeti classificati come pregiati.
Tale fama è sicuramente meritata, poiché le fibre seriche sono in grado di conferire ai manufatti una lucentezza unica, rendendo cangianti i colori e nitidi i disegni.

Sono inoltre molto resistenti alla trazione e per questo adatto e per questo adatte a realizzare orditi con una buona tenuta,impreziositi poi da nodi fitti e piccolissimi che solo la seta permette di eseguire.
Uno dei motivi che rende la seta così preziosa è l’elevata percentuale di scarto in fase di lavorazione : da sette chili di bozzoli, mediamente, si ottiene non più di un chilo di seta pura.

I colori
Nonostante la diffusione di colori sintesici, anche oggi le più prestigiose manifatture d’Oriente e quelle domestiche si avvalgono dell’uso di tinte naturali, estratte e preparate secondo modalità molto antiche ( sono considerati dei segreti da custodire gelosamente ).

Con la diffusione, alla fine dell’ottocento, delle tinte sintetiche si è potuta ampliare la gamma cromatica e spesso tale tale varietà contribuisce a rendere ancora più belli tanti manufatti.
Tra le migliori manifatture oggi usano entrambi le tecniche.

Gli attrezzi di lavoro
Il telaio è il tipo di attrezzo più diffuso e permette la realizzazione di ampie dimensioni.
Possiede una struttura massiccia e stabile, costituita da due montanti laterali e da due travi di chiusura . Il liccio superiore che separa gli orditi e alloggiati su apposite sedi fissate ai montanti, metre quello inferiore viene inserito tra gli orditi. Esistono anche altri strumenti ausiliari, necessari soprattutto nella fase di annodatura, come i caratteristici coltelli dotati di punta uncinata, utili per tagliare i cappi ed annodare.

Pettini e lame ad unghia invece permettono di fissare e serrarre le trame ai nodi; questa fase di lavorazione viene eseguita con una precisione assoluta.
Ad opera ultimata è necessario compiere un’accurata rasatura che tuttora è appannaggio di un abile maestro rasatore, capace di servirsi con grande destrezza di particolari forbici e affilate lame.

La struttura del tappeto

L’ordito
Nella struttura del tappeto l’ordito costituisce la parte portate dell’armatura, una sorta di scheletro che deve essere realizzato con una precisione assoluta, in modo da evitare difetti ad opera finita, come gobbe ed imbarcature .

I materiali migliori per eseguirlo sono indubbiamente la seta e il cotone, in quanto più adatti a sopportare forti trazioni.
Per costruire l’ordito si tendono i filati sui subbi secondo un andamento equidistante; ognuno di essi costituisce una catena che a manufatto finito comapare nei singoli fili della frangia.
Un tappeto pregiato ha sempre un elevato numero di catene di ordito.

La trama
Attraverso l’ordito si fa passare la trama e questa struttura serve anche a sorreggere i nodi.
A opera finita essa non si deve vedere sul dritto, per cui è preferibile nasconderla sotto un vello piuttosto alto.

La trama si puo realizzare in lana o in cotone; anche la seta è un ottimo materiale, ma solitamente la si usa per esemplari di pregio per gli alti costi.

Le frange
Le frange corrispondono alla parte visibile delle catene d’ordito e naturalmente sono molto soggette a usura.
I loro fili possono essere annodati in modo differente a seconda delle diverse zone di produzione, per cui tavolta costituiscono un ottimo indizio per scoprire la zona di provenienza.

Il vello
Il vello è formato dai cappi recisi dei nodi ed è ottenuto durante la fase di rasatura, importantissima per far risaltare con precisione i disegni.
Una rasatura poco uniforme o troppo alta può infatti compromettere la nitidezza dell’impianto decorativo, per cui è importante che il vello non sia molto alto, soprattutto negli esemplari riccamente decorati.

I nodi
Essenzialmente si distinguono due tipi di nodi : quello simmetrico e quello asimmetrico . nelle antiche e vecchie manifatture, il primo, anche detto nodo turco, era utilizzato per la realizzazione di tappeti anatolici, caucasici, centroasiatici, mentre il secondo caratterizava gli esemplari persiani.

Oggi tale distinzione non ha più senso, anche se il nodo asimettico è piu’ adatto per riprodurre decori floreali e naturalastici, dal profilomorbido e sinuoso, mentre il simmetrico molto più largo, viene utilizzato con buoni risultati in iconografie geometriche e ha la prerogativa di esserere più resistente, per cui risulta più adatto nella produzioni di manufatti per usi quotidiani.

Le cimose
Le cimose, che corrispondono agli orli che corrono lungo i lati del tappeto dove non vi è la frangia, sono costituite da catene di ordito su cui no vengono fissati dei nodi.